MAURO PAOLINI

Sette Vizi Capitali

Serie di sculture ceramiche ispirate ai sette vizi capitali reinterpretati come riflessioni sull’uomo contemporaneo

Sette Vizi Capitali

Questa serie nasce da una riflessione sul comportamento umano nel nostro tempo.
Ho scelto i sette vizi capitali come punto di partenza non per illustrarli in senso tradizionale, ma per farne specchi contemporanei, immagini che raccontano come l’uomo reagisce, si perde, si difende e a volte si ferisce dentro la società attuale.
Ogni quadro utilizza una tecnica diversa, perché ogni vizio ha un linguaggio proprio, un ritmo, un peso.

Invidia
È rappresentata attraverso il tema della violenza sulle donne.
Un’invidia che nasce dalla paura, dall’incapacità di riconoscere il valore creativo e relazionale della femminilità.
Una tensione che diventa dominio, fragilità che si trasforma in aggressione.

Superbia
Qui il vizio si manifesta come chiusura verso l’altro.
In un mondo dove l’informazione spesso divide più di quanto unisca, la superbia diventa incapacità di ascolto, incapacità di vedere l’altro come pari.
Un passo che porta allo scontro, all’emarginazione, alla guerra.

Gola
In un secolo di sprechi e consumi eccessivi, la gola è desiderio di possesso senza misura.
Un appetito che consuma risorse, energie, territori.
Il quadro parla della nostra incapacità di fermarci.

Accidia
Qui l’immobilità diventa fuga:
un isolarsi dalla vita, una sospensione emotiva alimentata da tecnologia, alienazione e solitudine.
Una lentezza che smorza i legami, che svuota le relazioni e lascia spazio a vuoti pericolosi.

Avarizia
Questo vizio è collegato alla crisi ambientale.
L’avarizia è l’incapacità di compiere scelte per la terra, per il futuro.
Un mondo che si desertifica mentre l’uomo continua a specchiarsi nel proprio interesse.

Ira
L’ira qui mostra il suo volto nei confronti dell’amore omosessuale.
Un rifiuto che nasce da ignoranza e paura, una rabbia che cerca un bersaglio facile e inventato.
Il quadro diventa immagine della violenza che nasce dall’incapacità di riconoscere le infinite forme della vita.

Lussuria
In un tempo che alimenta desideri vuoti, la lussuria è distacco dal corpo dell’altro:
piacere senza relazione, ricerca compulsiva che degrada e ferisce.
Un bisogno che non incontra mai un volto.

 

Dopo questa serie, il percorso espositivo presenta due opere:

Fior di Donna”
Un vaso d’argilla smaltato sorretto da ferro.
Un dialogo tra forza e delicatezza, tra femminilità e natura, tra presenza e modestia.

Coccinella”
Un piccolo insetto reso monumentale da un linguaggio simbolico.
La sua forza è nella sua esistenza stessa: esserci, muoversi, portare fortuna con leggerezza.
L’intera esposizione è un viaggio dentro ciò che l’uomo può diventare quando perde — o ritrova — il proprio centro.

Vista e particolari

— Nota del curatore

Un viaggio dentro l’uomo contemporaneo.
Invidia, superbia, gola, accidia, avarizia, ira, lussuria:
non come simboli religiosi, ma come specchi del nostro tempo.
Ogni opera è una domanda: cosa ci rende umani oggi?

Vista e particolari