MAURO PAOLINI

Biografia

Un percorso umano tra fragilità e arte

Penso che la vita, con le sue profondità e i suoi travagli, sia una straordinaria avventura. Credo che ogni essere umano, nelle sue gioie come nelle sue ferite, abbia un racconto prezioso da condividere. Le esperienze che attraversiamo — indipendentemente da ciò che siamo, da come appariamo o dalla posizione che occupiamo nel mondo — possiedono una ricchezza unica e irripetibile.

A diciassette anni un incidente ha segnato il mio corpo e il mio futuro. Ero già un ragazzo fragile e quell’evento ha accentuato la mia insicurezza, il mio senso di inadeguatezza. Mi sentivo distante dalla vita che vedevo scorrere attorno a me, incapace di riconoscermi, quasi deformato agli occhi miei. Per un periodo mi sono perso, come se vivessi un lungo sonno in cui non riuscivo a capire chi fossi e quale posto potessi avere nel mondo.

La rinascita è arrivata attraverso l’arte.

È stata un risveglio improvviso e naturale, come se un filo invisibile mi tirasse fuori dall’oscurità. L’arte mi ha offerto un modo per raccontare la mia storia senza parole, per trasformare la sofferenza in movimento, per cercare la bellezza anche dove sembrava impossibile trovarla.

Col tempo ho compreso che la mia condizione fisica, e il conflitto interiore che ha generato, sono parte sostanziale della mia espressione: un’energia che somiglia a un urlo, una spinta a esserci, a non sparire nell’ombra, a restare presente nella vita che amo nonostante la sua durezza.

Anche il Buddismo della Via di Mezzo di Nichiren Daishonin è stato un punto di forza: mi ha insegnato a guardare dentro di me, a riconoscere il valore della mia esistenza, a trasformare la sofferenza in possibilità.

Questo sito raccoglie il mio lavoro, le opere che negli anni hanno accompagnato la mia crescita, i tentativi di dare forma a ciò che sento. È il racconto del mio amore ostinato per la vita. Un amore difficile, a volte faticoso, ma autentico.

E l’arte è il modo più sincero che conosco per raccontarlo.

Sono nato a Bologna nel 1971, secondo figlio di Gianni Paolini e Teresa Vitali. Fin da bambino ho sentito un forte impulso creativo: disegnavo, costruivo, immaginavo. Era un linguaggio naturale per me, un modo per stare al mondo.

— Infanzia e primi linguaggi

Dopo le scuole dell’obbligo, su consiglio dei miei genitori ho seguito i corsi regionali per ottenere una qualifica professionale, perché a scuola facevo fatica. Ho studiato per diventare Operatore metalmeccanico e ho lavorato per un periodo in questo settore, ma capivo che non era la mia strada. Ho provato anche come apprendista elettricista, ma a diciassette anni, nel 1988, un grave incidente stradale ha cambiato il mio destino. Il trauma mi ha lasciato paraplegico e ho affrontato un lungo periodo di coma che ha influito anche sulle mie capacità linguistiche.

— Tornare a scegliere

Dopo una fase di smarrimento, ho sentito che dovevo reagire. Ho ripreso gli studi, inizialmente come uditore all’Accademia di Bologna, poi all’Istituto d’Arte, dove il percorso non è stato semplice. In quegli anni, però, ho incontrato due persone che hanno segnato profondamente la mia crescita: l’artista Alex Tagliani e il filosofo-musicista Davide Montevecchi, amici e punti di riferimento ancora oggi.

Un altro capitolo importante della mia vita è stato fondare, insieme ad alcuni amici, la squadra di calcio Pollegivesss, nata nel 1994 e ancora oggi in attività. Per me questa squadra è una seconda famiglia, un legame che resiste negli anni. Il calcio è sempre stato nel mio cuore, e il legame con il Bologna F.C. e con il gruppo di tifosi dei Mods continua a essere una parte essenziale di me.

Muro fotografico Mauro Paolini

— Formazione e consapevolezza

Durante gli anni all’Istituto d’Arte ho incontrato l’artista Mara Guerrini, una figura decisiva. Con i suoi insegnamenti mi ha aiutato a riconoscere l’amore profondo per l’arte che portavo dentro e che forse temevo di ascoltare davvero.

Nel 1998 ho scoperto il Buddismo della Via di Mezzo di Nichiren Daishonin, che ha trasformato il mio modo di vedere la vita. Questa pratica mi ha dato la forza di camminare con consapevolezza, accettare la mia storia e vedere valore anche nelle difficoltà.

Dopo aver conseguito il patentino di Maestro d’Arte, mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti di Bologna, guidato dal Maestro Davide Benati, che per cinque anni è stato un faro nella mia formazione. Un’esperienza Erasmus a Madrid mi ha fatto conoscere la calcografia, una tecnica che mi ha affascinato al punto da volerla approfondire. Mi sono quindi iscritto alla specializzazione in Grafica all’Accademia di Urbino, dove ho sviluppato competenze incisorie più mature e dove, finalmente, ho iniziato a liberare pienamente la mia voce artistica.

Mauro Paolini

— Oggi

La mia arte è il riflesso di tutto questo: fragilità e forza, ferite e rinascite, disciplina e stupore.

Ogni opera è un modo per raccontare la mia storia senza odio, attraverso una creatività che è, a modo suo, un atto di amore verso la vita.

Se vuoi approfondire il mio percorso, qui trovi altri modi per entrare in relazione con il mio lavoro.

— Eventi

Dove l’opera incontra le persone.

— Testi

Parole che restano.

— Opere

Forme, colori, presenza.