“Pianta dell’Oltre” nasce dall’osservazione lucida e inquieta dei cambiamenti climatici: terremoti, cicloni, bufere, inondazioni. Sono fenomeni che raccontano una natura in fermento, costretta a modificarsi mentre l’uomo — spesso inconsapevole, a volte arrogante — continua a imporre il proprio ritmo a scapito dell’ambiente.
In questo contesto immagino un mondo vegetale capace di trasformarsi da sé, di trovare nuove strategie per difendersi e sopravvivere.
Una mutazione organica, autonoma, necessaria: un adattamento che diventa segno, forma, respiro.
Le prime idee di questa ricerca sono nate nel 2019. Da allora ho iniziato a modellare sculture a tutto tondo che rappresentano piante futuristiche: organismi che crescono in un ambiente diverso dal nostro tempo, con colori e aspetti che non appartengono alla botanica che conosciamo.
Rami, radici e corpi vegetali si proiettano verso l’alto, verso la luce.
È un gesto di resistenza e di fiducia: la volontà di generare nuova vita, nonostante tutto.
I solchi profondi, le tonalità scure, i riflessi metallici e le bruciature della cottura parlano di una vegetazione che porta addosso le tracce del cambiamento, ma che continua a evolversi.
“Pianta dell’Oltre” è quindi un’immagine possibile di ciò che la natura potrebbe diventare quando, ancora una volta, sarà costretta a reinventarsi.