MAURO PAOLINI

Sulla materia e la forma

Le sculture che crea Mauro Paolini interpretano la natura in segno e metafora.

L’ambiente si sviluppa in senso simbolico e l’artista coglie nella meraviglia lo spunto per la creazione. Infatti è dal magnetismo dell’immaginario che ha origine l’arte.

Le opere scultoree di Paolini presentano, per la avanzata ricerca di raffinate soluzioni plastiche e pittoriche, un interessante aspetto insito nelle nostre radici classiche. Greca, ellenistica, romana.
Le forme che si ispirano a vasi e anfore risultano concretizzarsi in asimmetrie, differenze correlate e variazioni.
Esse non perdono del tutto la somiglianza con la realtà. Agiscono efficacemente sul piano della sensazione che coglie in pieno la forza del corpo.

Queste sculture dalla particolare e autonoma presenza si leggono nell’ambito di un orizzonte simbolico e delle evocazioni alla natura quasi allo stato puro.
Sculture che traggono origine dal contatto. Toccano uno spazio inesistente e invisibile fino a quando non diviene materia.

Il contatto fra i diversi materiali (ferro e terracotta) annunciano il concetto di doppia natura.
Una tensione che definisce lo spazio fra gli elementi che costituiscono l’opera per dare forma a ciò che prima non si mostra all’ occhio.
Sono sculture volutamente deformate e rese in modo ardito mediante la scelta di una voluta asimmetria.

Azzardo il termine ‘antigravitazionale’.

Le tensioni, i pesi e le masse dei volumi trovano inedite soluzioni ricche di riferimenti sia classici che contemporanei.
I basamenti in ferro sono necessari alla composizione e rendono possibile l’equilibrio che l’artista persegue.

Le opere sono felici sintesi all’interno di una pausa in cui questa sospensione diventa esattezza.
Il peso, la fisicità e la proprietà di ciò che si vede dialoga con l’immaterialità dell’idea.

La misura ideale è ricercata assecondando la natura del materiale rettificato dalle proprietà cromatiche del successivo intervento pittorico.
Trattasi di risultati dai rapporti formali e coloristici eleganti e ricercati.

Le superfici dipinte sono definite in campiture in un secondo tempo riprese con la personale pittura dalla valenza sia decorativa che compositiva.

Il fascino di queste sculture dipinte è anche che spesso le zone cromatiche sono limitate da solchi o graffi oppure che sono già all’origine plasmate con l’uso di materia con specifiche proprietà di colore proprio.

La pittura è parte inscindibile dell’opera.
Si ponga quindi attenzione a “Campo d’ orzo” (2012-2014), a “Campo di farro” (2012-2014), a “Bacche” (2012-2014), a “Camelie”(2012-2014).
In generale alla costante ricerca originale e di grande potenza espressiva di questo artista.

 

Alessandra Bisi

Milano 19 novembre 2016