“Cavallo senza tempo” è un omaggio alla forza, alla grazia e alla libertà del cavallo arabo.
Ho immaginato un cavallo che corre senza sosta, oltre il giorno e la notte, oltre il tempo umano: corre nelle distese desertiche, nelle praterie infinite, nelle terre che l’occhio non riesce a contenere. È un’immagine che parla di energia pura, movimento, desiderio di andare oltre i confini visibili.
L’opera è composta da diverse mattonelle di ceramica smaltata.
Le due mattonelle centrali, poste verticalmente, rappresentano il cuore del lavoro:
* quella superiore, dedicata al mondo spirituale, racconta uno spazio infinito dove sogno e realtà si incontrano;
* quella inferiore, il mondo terreno, mostra il cavallo mentre affronta il suo cammino con audacia.
Il simbolo del sole e della luna uniti — una sfera arancione che racchiude entrambi — rappresenta la continuità del tempo: un ciclo ininterrotto che accompagna la corsa del cavallo senza distinguerne l’inizio o la fine.
La mattonella inferiore ospita il cavallo nella sua dimensione fisica: le linee sotto il ventre e sui fianchi parlano delle difficoltà affrontate, dei solchi della vita, della resistenza che lo mantiene in movimento. È un corpo che corre perché vivere è anche attraversare ostacoli.
Attorno alle due mattonelle centrali, una cornice di cinque mattonelle alterna bassorilievi e altorilievi che richiamano l’eleganza e il mistero della cultura araba: un linguaggio decorativo fluido, armonioso, che abbraccia l’intera composizione.
Il tutto è montato su una base di ferro ossidato, che aggiunge matericità e radicamento, come se il tempo stesso avesse lasciato un’impronta sulla struttura.
“Cavallo senza tempo” è un viaggio: una corsa verso l’infinito, un dialogo tra forza e delicatezza, tra terra e cielo, tra sogno e realtà.